17 marzo 2014 – Il solare termodinamico e la sabbia, innovazione italiana – Qualenergia.it

Il primo impianto solare termodinamico italiano, dopo quello sperimentale Enel di Priolo, dovrebbe sorgere, su iniziativa di una società spagnola, vicino a Banzi, in Basilicata, e avere una potenza di 50 MW. Dovrebbe, diciamo, perché con l’approvazione del progetto sono immediatamente arrivate le proteste di vari comitati del “No”. A preoccupare i comitati, fra le altre cose, il pericolo di inquinamento dovuto all’uso di oli minerali come fluido per trasportare il calore dagli specchi parabolici al serbatoio di sali fusi che dovrebbe accumulare quel calore per produrre il vapore.

STEMUn nuovo tipo di solare termodinamico, chiamato STEM (Solare Termodinamico Magaldi), inventato tutto in Italia, dovrebbe però superare completamente ogni rischio ambientale usando una sostanza che a ben pochi sarebbe venuta in mente: la sabbia. Un primo impianto dimostrativo da 100 kW è in funzione da un anno nello stabilimento Magaldi di Buccino, vicino a Salerno. Ci siamo fatti spiegare le caratteristiche di questa nuova tecnologia dall’ingegner Gennaro De Michele, direttore scientifico del progetto STEM del Gruppo Magaldi.

Qualenergia.it ha intervistato il direttore scientifico del progetto, Gennaro De Michele.

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