Linear FresnelI collettori Linear Fresnel possono essere visti come una semplificazione degli impianti lineari parabolici: la parabola è segmentata in diverse file di specchi molto più stretti e semipiani, posizionati in piano e movimentati in remoto partendo da angoli di posizionamento diversi per ogni fila. La radiazione solare è concentrata in un tubo assorbitore lineare fisso posto ad un’altezza di circa 8 metri rispetto le superfici captanti, la leggera curvatura degli specchi è definita elasticamente dalla struttura portante degli stessi. Per evitare la dispersione della luce riflessa dalla superficie primaria, una superficie secondaria viene posta al di sopra del tubo assorbitore per riconcentrare i raggi.

Nel tubo assorbitore scorre un fluido termovettore, che può essere acqua o olio diatermico, che, scaldandosi per mezzo della concentrazione solare, raggiunge alte temperature ma non troppo spinte, non oltre i 400°C. Il sistema è modulare, per cui si possono realizzare impianti di decine o centinaia di MW.

Ad oggi esistono ancora pochi impianti Fresnel, e tutti di piccola taglia. La società Australiana AUSRA, dopo la prima realizzazione di un impianto dimostrativo da 1 MW in Australia, poi raddoppiato di taglia, sta portando avanti un progetto per la realizzazione di un impianto da 177 MW nel deserto californiano. Il secondo sviluppatore al mondo di tale tecnologia è la tedesca Novatec, con un impianto da 1,4 MW in Spagna  a cui ha fatto seguito un impianto da 30 MW attualmente in costruzione. Anche l’Italia sta sviluppando la tecnologia Fresnel, con il progetto FREeSuN che prevede la realizzazione del primo MW in Italia con tale tecnologia nel 2011.